martedì, 04 marzo 2008

Ho finito da qualche ora l'esame del primo modulo del Master. Ho scelto la traccia n. 2 sulla campagna di comunicazione sociale.
Le quattro ore di tempo a disposizione sono proprio volate. Il tema da me scelto è stato quello della denuncia contro il pizzo (già alcuni hanno detto che il testo del messaggio è troppo ottimista).  Poi ho cercato di pensare all'ultima capagna di comunicazione (istituzionale?sociale?) della Regione su questo tema, ovvero: "La Mafia Fa Schifo" che a dirla tutta non mi è mai piaciuta e che personalmente ho trovato molto inefficace. Mi ha fatto riflettere di più il feedback.

cuffaro

 

 

 

 

 

Ritornando alla mia prova, ho avuto l'impressione di avere prodotto qualcosa di indigesto, di poco concreto e di molto confuso: un misto di comunicazione e  di quel panino con la bresaola mangiato di fretta durante l'ora di pranzo.  Insomma, sono sempre io, critica, noiosa. Forse perchè vorrei imparare tutto e subito, forse perchè sarebbe ora di imparare come si fa sul serio una campagna di comunicazione sociale. Ad ogni modo il prodotto rudimentale ( la pianificazione ve la risparmio) che ne è uscito fuori me lo voglio ricordare, per riderci su quando sarò un po' più brava, si spera ;).

pizzo free

postato da: salices alle ore marzo 04, 2008 21:50 | Permalink | commenti (3)
categoria:comunicazione, palermo
mercoledì, 27 febbraio 2008

Ieri la Dott.ssa Giovanna Puppin, esperta di comunicazione sociale  cinese, ci ha mostrato cosa significa e che tipo di "pubblicità sociale" producono in Cina. Niente a che vedere con quella nostra, negli stili, e nei temi proposti, nel bene e nel male. Mi ha parecchio colpita, non posso negarlo. Abbiamo parlato anche della One child policy  del governo cinese. A proposito di quest'ultimo argomento due pubblicità sociali mi hanno lasciato a bocca aperta: la prima aveva come soggetto promotore una clinica,  la seconda il governo cinese. La pubblicità della clinica veniva proposta su carta stampata o su manifesti all'interno di autobus, stazioni metropolitane, tram, ecc, e riportava semplicemente  il nome della clinica e una scritta "Il tuo aborto dei sogni in 30 minuti". La seconda invece faceva parte di una campagna di comunicazione sociale televisiva: nel video veniva mostrato un bambino che giocava a scacchi da solo, alternando il lato del tavolo da gioco, poi a ping-pong e dopo un po' il bambino triste. La pubblicità si conclude con un papà e un bambino che giocano e il pay-off: "Passate più tempo con i vostri figli" ( mi aspettavo un pay- off del tipo "fate un fratellino a vostro figlio"). Penso a quanto sia bello quello che studio, il mestiere per cui mi preparo e la responsabilità che ci sta dietro. Enorme. Penso che la comunicazione sociale debba essere persuasoria per definizione, altrimenti non avrebbe ragion d'essere, ma mi chiedo anche A COSA è giusto persuadere, CHI stabilisce che quello che si vuole promuovere sia realmente un'idea positiva, o un'idea  negativa. Guardando le campagne di comunicazione sociale cinese mi vengono i brividi, ai cinesi probabimente no.

 

postato da: salices alle ore febbraio 27, 2008 20:30 | Permalink | commenti (2)
categoria:pensieri, comunicazione